Project Manager: quali caratteristiche deve avere?

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Project Manager: quali caratteristiche deve avere?

Negli ultimi anni il settore dei servizi linguistici è cresciuto in maniera esponenziale e rapidissima. In un contesto in continuo mutamento, le figure professionali coinvolte hanno dovuto adattarsi alla situazione. I ruoli sono molto meno rigidi rispetto al passato, e per non rimanere indietro è stato necessario per tutti acquisire nuove competenze.

Il mondo della traduzione è popolato da moltissime figure diverse, ma i ruoli chiave sono tre: il traduttore (freelance o in-house) nel ruolo dell’artista, o del protagonista principale; il cliente (diretto o indiretto), che è il committente finale della traduzione, con la sua necessità di espandere i propri confini linguistici e professionali; e infine l’agenzia di traduzione, ossia l’intermediario che dirige e coordina l’intero processo con il contributo di diversi professionisti.

Il Project Manager lavora spesso – ma non sempre – all’interno delle agenzie.

 

Ma chi è costui? E di cosa parliamo veramente quando parliamo di project management?
In breve, il PM è colui (o colei!) che ha in mano la gestione dell’intero progetto, con annessi oneri e onori.

Un settore che cambia

 

C’era una volta in cui i PM erano poco più che semplici passacarte: tipicamente, ricevevano un testo da tradurre, lo esaminavano sulla base di alcuni parametri standard (tipologia di testo, combinazione linguistica, tariffa, data di consegna) e lo inoltravano alle varie figure coinvolte (traduttore, revisore, proofreader); al termine di questo processo, si occupavano di inviare al cliente il lavoro finito.

Al giorno d’oggi, però, tutto questo è preistoria: le innovazioni degli ultimi anni hanno rivoluzionato da cima a fondo il concetto stesso di project management. Il mondo reale, ormai, avanza quasi alla stessa velocità di quello virtuale e le nuove tecnologie sembrano aver abbattuto qualsiasi barriera. Tutto sembra possibile e alla portata di tutti.

In questo tsunami quotidiano i PM, per restare a galla, devono sviluppare abilità sempre nuove e diverse: è questione di sopravvivenza. Più riescono a specializzarsi ad alto livello, più il loro ruolo diventerà essenziale nel garantire la buona riuscita qualitativa di un progetto e, di conseguenza, la soddisfazione del cliente.

1. Il diplomatico

 

I PM svolgono innanzitutto il ruolo di diplomatico: devono quindi essere in grado di comunicare in maniera corretta, e in inglese per la maggior parte del tempo. Spesso sono l’unico punto di contatto fra cliente, traduttore, revisore, specialista della materia, ufficio contabilità e così via.

Devono quindi stare molto attenti a quello che scrivono ma, soprattutto, a come lo scrivono. Tenendo presente che nella maggior parte dei casi il rapporto si svolgerà (quasi) esclusivamente per iscritto, dovranno fare in modo di produrre comunicazioni sempre trasparenti e con un tono adeguato al destinatario.

2. Il mediatore

 

Un bravo Project Manager sa di dover mediare costantemente (anche con se stesso!) per riuscire a mantenere buoni rapporti sia con il cliente che con i traduttori. In alcuni casi, quindi, dovrà saper difendere le proprie posizioni, in altri dovrà calarsi nel ruolo del narratore per far comprendere a tutte le figure coinvolte il punto di vista della controparte.

3. Lo psicanalista

 

I PM di oggi, quindi, sono anche degli psicanalisti che devono analizzare attentamente la situazione sotto tutti i punti di vista. Innanzitutto quello pratico: la tipologia testuale, il CAT richiesto, il tempo a disposizione, il budget e tutti gli eventuali inconvenienti che potrebbero emergere in corso d’opera.

Al termine di questa prima analisi gli sarà chiaro lo scopo del progetto e come raggiungerlo. Ma è proprio qui che si vede la differenza tra un PM normale e un fuoriclasse. I veri professionisti devono sapersi mettere nei panni del cliente ma anche in quelli del fornitore e studiarne i rispettivi caratteri, senza neppure conoscerli di persona e addirittura trovandosi spesso dall’altra parte del mondo.

Tastano il terreno per capire quanto possono sbilanciarsi. Un rapporto informale, che può includere una telefonata o qualche emoticon in un’email, può alleggerire i toni e cementare i rapporti con persone più empatiche, mentre con personalità più rigide possono risultare più efficaci e rassicuranti messaggi brevi e con pochi fronzoli.

Grazie alle innumerevoli opportunità che offre il lavoro da remoto, il PM spesso lavora con freelance in varie parti del mondo e immersi nella loro vita quotidiana, con tutti i problemi e le frustrazioni che ne derivano. In molti casi, i traduttori hanno bisogno di interfacciarsi con i loro Project Manager per sciogliere un dubbio o anche solo fare quattro chiacchiere. Il PM ascolta, suggerisce possibili soluzioni (a volte anche solo stando ad ascoltare) e guida la conversazione, spesso telefonica. Verso la fine, esattamente come uno psicologo, dopo un’ora, conclude la seduta.

Conclusioni sul ruolo del Project Manager

Quello del PM, dunque, è un ruolo che ne include molti altri, alcuni ben definiti e altri indefinibili. Non esiste un giorno uguale all’altro. I Project Manager sono costantemente sotto stress, cosa che, d’altro canto, può spingerli a superare i propri limiti ogni giorno – come professionisti ma anche come esseri umani. Possono guardare avanti, reinventare se stessi e il proprio lavoro: decidere se rivoluzionare, standardizzare o automatizzare i processi sulla base delle specifiche esigenze del momento.
In breve, il lavoro dei PM è lo specchio di un settore in continua trasformazione.

Diego Cresceri
Diego Cresceri
d.cresceri@stats.dpsonline.it

Fondatore e CEO di Creative Words, non rinnega il passato ma non guarda mai indietro. Amante assoluto delle lingue è un inguaribile ottimista, e non vede l’ora di sapere cosa ci riserva il futuro.

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