Intervista a Paolo Boz, SEO & E-commerce Consultant e Fondatore di Dot Business

E-commerce: un computer sommerso da sacchetti per lo shopping

Intervista a Paolo Boz, SEO & E-commerce Consultant e Fondatore di Dot Business

Qualche tempo fa abbiamo avuto il piacere di conoscere Paolo Boz, professionista della comunicazione digitale e specializzato nella creazione di siti web ed e-commerce con ottimizzazione SEO integrata.

 

Abbiamo chiesto a Paolo di rispondere ad alcune domande sul tema – oltremodo attuale – degli store online e della strategia e-commerce.

1. Nel mondo di oggi uno store online è uno strumento valido ed efficace anche per le realtà medio-piccole? Si parla ancora di e-commerce come alternativa al negozio fisico oppure è arrivato il momento di parlare di strategie integrate multicanale a prescindere dalle dimensioni dell’azienda?

 

L’e-commerce è sempre stata un’opzione valida per le micro e medio-piccole imprese. Dal giorno in cui questa tecnologia si è resa disponibile, chiunque ha potuto beneficiarne migliorando l’esperienza d’acquisto dei propri clienti.

Pertanto mi sento di dire che sì, è uno strumento valido anche per le medio-piccole imprese. Anche se in alcuni settori la concorrenza inizia ad essere veramente agguerrita ed oggi possono fare un po’ di fatica per emergere ma c’è sempre l’opzione di e-commerce geolocalizzati che agiscano come estensione naturale del negozio fisico.

Dal mio punto di vista ha sempre più senso parlare di omnicanalità perché all’utente-cliente poco importa dove potrà completare l’acquisto, se vuole il prodotto/servizio di una determinata azienda lo vuole e basta. Chiaramente ci sono alcune aziende, pensiamo per esempio ai microbrand di orologi, che si presentano come full-ecommerce perché in questo modo possono ridurre i costi di marketing ma sono casi molto specifici, per le aziende tradizionali rimane valida l’opzione omnicanale o multicanale.

 

2. Una delle principali preoccupazioni della realtà aziendale che si trova a valutare il lancio di un e-commerce potrebbe essere il problema della concorrenza ai rivenditori. Come si affronta oggi la tematica della tutela della rete di vendita nel momento del lancio di uno store online?

 

È un falso problema.

Sono canali diversi che rispondono a segmenti e pubblici differenti per cui la concorrenza non esiste se l’azienda madre utilizza correttamente i differenti canali. Spesso le grandi aziende integrano i distributori nella vendita online facendoli diventare una sorta di magazzino distribuito ed offrendo loro la possibilità di prendere in carico le vendite e-commerce. È un bel modo per snellire la logistica e distribuire il carico di lavoro su un’ampia rete di partner.

Nei casi più semplici, quando i budget sono limitati e certe integrazioni non sono possibili, dobbiamo comunque considerare che alcuni clienti prediligono l’acquisto online mentre altri preferiranno l’acquisto in negozio. Privarsi di uno dei due canali significa semplicemente perdere opportunità di vendita, difficilmente un eshopper avrà voglia di perdere una giornata per recarsi in un negozio fisico, probabilmente acquisterà un prodotto alternativo. Allo stesso modo chi predilige il servizio tipico dei negozi tradizionali difficilmente acquisterà online.

Quindi il problema va risolto a monte con una buona pianificazione strategica.

 

3. Avere un e-commerce multilingua è sicuramente di fondamentale importanza per le realtà che vogliono crescere sui mercati esteri. Sulla base della tua esperienza, quanto è importante oggi avere un e-commerce tradotto nella lingua del paese di riferimento e quanto è importante la qualità della traduzione?

 

È fondamentale, F O N D A M E N T A L E!

Non lo dico perché ci siete voi, è una questione su cui mi imbatto frequentemente e ti assicuro che la qualità della traduzione gioca un ruolo fondamentale nel successo di un e-commerce che vuole presidiare anche mercati esteri. Innanzitutto per l’esperienza utente, perché se voglio far innamorare il cliente del mio brand, del mio negozio, dovrò almeno parlare la sua stessa lingua. Altrimenti siamo già spacciati in partenza.

In secondo luogo c’è la questione (a me cara) della SEO. Il motore di ricerca “comprende” le lingue ed ovviamente prediligerà contenuti in lingua locale rispetto a contenuti in lingua straniera. Anche da un punto di vista tecnico, se vogliamo posizionare una pagina per una query in tedesco, la dobbiamo scrivere in tedesco. Non ci sono molte alternative.

Il terzo aspetto è la qualità che è un fattore rilevante tanto per l’utente quanto per il motore di ricerca. Poter scrivere contenuti sfruttando correttamente le sfumature di significato è un plus che incide direttamente sul tasso di conversione. In Dot Business siamo fiscali su questo, se il sito necessita di più lingue deve essere fatto a regola d’arte, diversamente ci rifiutiamo e proponiamo soluzioni mono-lingua.

 

4. Pensando a un’impresa medio-piccola che decide di avviare un e-commerce sorge spontaneo pensare che la gestione della logistica potrebbe costituire un ostacolo alla realizzazione del progetto. È davvero così?

 

È un fattore cruciale a cui bisogna dedicare molta attenzione. Oggi esistono tanti servizi di logistica ed il settore è in continua crescita, quindi in qualche modo la soluzione si trova sempre. Però è chiaro che bisogna dedicargli la giusta attenzione. Non si può pensare che vada bene qualsiasi corriere e non possiamo neanche dare per scontato che andrà tutto liscio.

Il primo aspetto sul quale focalizzarsi è la scelta dell’imballo che deve in grado di proteggere il prodotto durante tutto il viaggio. Ogni prodotto ha le proprie caratteristiche e quindi risulta difficile generalizzare ma isogna preservare l’integrità della merce sapendo che subirà parecchi scossoni e trasbordi durante il viaggio.

Il secondo aspetto su cui focalizzare l’attenzione è la scelta del corriere o del partner logistico. In Italia ci sono molti operatori specializzati come Dotlog che è partner Netcomm e offre servizi logistici di qualità o Qaplà che semplifica la gestione delle spedizioni.

 

5. Quando si pensa allo shopping online il primo pensiero va sicuramente ai grandi marketplace generalisti come Amazon o eBay. A tal proposito, cosa consiglieresti a un’azienda che vuole iniziare a vendere online? In quali casi è una buona idea appoggiarsi a queste piattaforme?

 

Direi che tra i due approcci preferisco quello di eBay. eBay è un’ottima soluzione per prodotti tecnici come i ricambi o per avere uno spazio online che ci permetta di vendere in tutto il mondo con una certa sicurezza. Se non sbaglio mi pare di ricordare che Ebay sia presente in circa 50 Paesi e quindi ci mette a disposizione un mercato veramente enorme. Lo consiglio per chi vuole provare a vendere all’estero, magari con oggetti facili da spedire e relativamente economici.

Amazon è una soluzione valida per le grandi aziende che non vogliono fare e-commerce ma desiderano presidiare questo spazio e possono delegare tutto ad Amazon considerandolo come qualsiasi altro cliente GDO. Detto ciò credo che più che investire in una presenza su Amazon sia, senza ombra di dubbio, meglio investire nella creazione di un proprio e-commerce.
A tal proposito dobbiamo ricordare che Amazon è cresciuta sfruttando la mancanza di concorrenza, ed è chiaro che continuerà a fagocitare qualsiasi settore finché le aziende non inizieranno a presidiare il mercato con e-commerce proprietari.

 

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Paolo Boz: SEO & E-commerce Consultant – Founder Dot Business s.r.o.
e-mail: info@dotbusiness.biz
official website: dotbusiness.biz

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