Intervista a Marco Moreo: the Man behind the Brand

Marco Moreo: calzature Made in Italy

Intervista a Marco Moreo: the Man behind the Brand

Creative Words e MarcoMoreo – brand italiano di calzature molto apprezzato a livello internazionale – collaborano da un paio d’anni.  

Un sodalizio consolidato grazie all’offerta di servizi linguistici che vanno oltre la semplice traduzione, mantenendo personalità e tono di voce dell’azienda anche nella lingua di arrivo. In questo modo il brand ha potuto continuare a dialogare in modo autentico, in prima persona, anche con la sua community straniera. Abbiamo fatto due chiacchiere direttamente con lui, Marco Moreo: letteralmente “the man behind the brand”!

1) Marco grazie di essere con noi. Prima di tutto, come racconteresti la tua azienda e il tuo brand a chi, ancora, non indossa un paio di MarcoMoreo?

«Intanto, il brand. Si tratta di scarpe italian made (sul serio: tutta la filiera è italiana, dall’ideazione alla produzione) che parlano di gusto, qualità, creatività tipicamente italiane. Negli anni abbiamo avuto segni distintivi che hanno costruito un’identità di brand: penso al tessuto stretch, alle forme più classiche attualizzate da materiali o colori, al nostro plateau, un classico delle Collezioni degli ultimi anni, piace sempre moltissimo ed è diventata la nostra firma.

Per quanto riguarda l’azienda, può contare su alcune risorse fedelissime, donne e uomini che mi seguono da anni e che considerano la MarcoMoreo praticamente una famiglia (lo dicono loro, eh: e a me questa cosa fa emozionare).

2) E invece chi è Marco Moreo, da dove viene l’uomo dietro il brand?

«Ho iniziato grazie a mio padre: era un agente di calzature e già da ragazzino mi portava in giro con sé. Conoscevo i suoi clienti, i suoi colleghi, entrai in quel mondo come un addetto ai lavori. È stato il modo migliore per conoscere profondamente il settore che sarebbe diventato il mio. A vent’anni ho creato il marchio che porta il mio nome, presentando la mia prima collezione a quella platea che era già diventata il mio mondo: clienti e colleghi di mio padre fecero il tifo per me.

Ma se il prodotto non fosse stato buono, non sarei certo qui a rispondere alle tue domande. Nonostante fossi molto emozionato, capivo che era quella la strada giusta: creare collezioni in totale autonomia, scegliere il mio stile, il mio linguaggio, lasciare che la mia creatività (e quella, indispensabile, dei miei collaboratori) potesse essere libera di esprimersi. E così ho fatto, acquisendo sempre più esperienza anche a livello produttivo, non solo creativo.»

3) Uno degli obiettivi di Creative Words è quello di aiutare i propri clienti (e partner) a internazionalizzare al meglio il proprio brand. MarcoMoreo ha già da sé, e da diversi anni, una forte e proficua storia a livello internazionale. Raccontacela.

«La svolta vera è arrivata nel ’90: le vendite in un anno raddoppiarono e segnarono un periodo di grande sviluppo. Il mio business si aprì a Gran Bretagna e Irlanda. In Irlanda tutt’oggi siamo presenti con 60 punti vendita che espongono le nostre scarpe come leader nel settore. Dopo Gran Bretagna e Irlanda, tra il ‘92 e il ‘99, decidemmo di allargare i nostri confini arrivando in Belgio, Paesi Bassi, Francia, Germania, Svizzera, Spagna e Svezia.»

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4) E nel 2000?

«In quegli anni è iniziata la delocalizzazione selvaggia. Per noi, al contrario, la produzione doveva rimanere in Italia, tassativamente – che le scarpe fossero made in Italy per me è sempre stato un must. Una coerenza che ci ha reso nel tempo ancora più credibili all’estero: il nostro made in Italy è reale e concreto, non solo uno slogan: un sinonimo di cura del prodotto e qualità.

Sono stati gli anni dei grandi store: MarcoMoreo era in vendita a Dublino da Fitzpatricks Shoes e Brown Thomas, da Harrods e nei negozi della catena Russell & Bromley. A Parigi, alle Galeries Lafayette e a Le Bon Marché. E ancora: a New York, Los Angeles, Hong Kong, Dubai, Mosca… E ancora: ho prodotto anche per i brand inglesi Church’s e Kurt Geiger.»

5) Sappiamo del tuo profondo legame con l’Irlanda. Ci vuoi raccontare qualcosa di più?

«L’Irlanda ha apprezzato da subito lo stile MarcoMoreo e da 15 anni siamo leader nel nostro segmento di mercato. La clientela è fedele e con il nostro agente è nato un rapporto che va oltre il lavoro, direi di vera amicizia. Per me l’Irlanda è diventata quasi una seconda casa, dove torno appena posso. Ne amo la bellezza, gli angoli più nascosti e reconditi.

Ne adoro l’aria, il silenzio, i paesaggi. L’Irlanda rappresenta per me la bellezza nella sua essenza primaria. Negli anni, ho avuto la fortuna di giocare e solcare i campi da golf più belli del Paese: qui, tra buche e verde a perdita d’occhio, la natura ci dimostra quanto possa essere incantevole anche a questa latitudine.

6) Come è stata utile Creative Words per MarcoMoreo, e perché avete scelto proprio noi?

«In epoca web e digital, tanta parte sta avendo la comunicazione del prodotto (e ovviamente del brand) attraverso le parole. L’azienda è italiana, e scriviamo in italiano. Ma il mercato è sempre più internazionale, quindi serviva un servizio di traduzione che fosse all’altezza. Non cercavamo un partner che ci offrisse solo semplici traduzioni, ma che ci affiancasse in un lavoro linguistico più completo. Si potrebbe pensare, ad esempio, che non ci sia nulla di creativo in una descrizione prodotto o che, comunque, non ci siano particolari accortezze stilistiche da tenere in considerazione nella traduzione di un contenuto di questo tipo.

Per noi, invece, anche descrivere un modello sul nostro e-commerce è un’importante occasione di dialogo con chi sta dall’altra parte dello schermo – non un’entità astratta ma una donna in carne e ossa che sta facendo shopping – o comunque ha scelto di “entrare” nel nostro negozio. È quindi indispensabile riuscire a mantenere il nostro tono di voce anche nella versione inglese.

7) In effetti si percepisce la vostra attenzione nella scelta di parole empatiche, originali ed evocative. Con le nostre traduzioni cerchiamo di individuare le espressioni e i termini più adatti per ricreare lo stesso mood e le stesse sensazioni anche in un’altra lingua. Stiamo parlando di Transcreation…

«Sì, si potrebbe definire una traduzione creativa. Un approccio che ha avuto continuità anche nelle traduzioni delle nostre speciali newsletter, da quelle più commerciali alla rubrica “A Walk with Marco”.»

8) La tua dem “in giro per il mondo” durante il lockdown di questa primavera…

«Esatto. “A Walk with Marco” è nata dal desiderio di prendere per mano le nostre clienti e portarle virtualmente a spasso tra le bellezze del nostro Paese. Okay, dovevamo tutti starcene a casa: e allora perché non viaggiare con l’immaginazione? È un’iniziativa che sta proseguendo, con una frequenza variabile: la scorsa primavera, inviavamo 2 newsletter alla settimana, poi in estate sono diventate 2 al mese, e anche nei lockdown invernali abbiamo continuato a viaggiare su e giù per il Belpaese, 2 domeniche al mese.

Anche in questo caso, la traduzione non doveva perdere il tono un po’ scanzonato, allegro, ma molto descrittivo e coinvolgente di questi viaggi d’evasione. E così è stato: i lettori

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internazionali ne sono entusiasti, un sacco di volte rispondono addirittura alla newsletter – attività non troppo usuale nel digital marketing.»

9) Inviate newsletter anche di altro tipo?

«In un anno così particolare e difficile è forte la necessità di connettersi ancora di più con la propria “comunità”, di costruire un contatto reale nonostante le “distanze”. Ad esempio, di recente abbiamo trasformato la consueta mail del venerdì (ogni settimana presentiamo le novità in stock) in un racconto del backstage: come e perché nascono i nomi dei nostri modelli?

È stato un successo, abbiamo ricevuto tantissime testimonianze sul gradimento di questo o quel nome, e anche molti suggerimenti.
E se il tone of voice della traduzione non fosse stato corretto, non avremmo raggiunto questo coinvolgimento

10) E noi ne siamo molto contenti!

«Se posso aggiungere un’ultima cosa, vi farei i complimenti per la vostra flessibilità. L’adattarsi ai tempi frenetici della comunicazione digitale è molto importante. E la vostra capacità di seguire perfettamente i tempi del cliente è sicuramente un’ottima skill.

11) Grazie mille, Marco, per il tuo apprezzamento e per essere stato con noi: è stato davvero un piacere.


«Il piacere è tutto mio!»

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