La localizzazione dei videogiochi: diamo qualche numero!

Localizzazione dei videogiochi: videogiocatrice

La localizzazione dei videogiochi: diamo qualche numero!

Secondo Newzoo, al mondo vi sono 2,1 miliardi di persone che giocano ai videogiochi. 26,2 milioni di questi videogiocatori e videogiocatrici sono in Italia. Siamo quasi al 50% della popolazione! Il mercato dei videogiochi ha visto una crescita enorme negli ultimi decenni ed è certo che nel prossimo futuro non si fermerà tanto facilmente.

 

Il mercato dei videogiochi

 

Per mettere le cose in prospettiva: lo sviluppo di un gioco uscito nel 1996, Crash Bandicoot, è costato 1,6 milioni di dollari, mentre Grand Theft Auto V del 2013 è costato 265 milioni di dollari. Quest’ultimo è arrivato a generare 6 miliardi di dollari di ricavi, rendendolo il prodotto multimediale standalone più redditizio di sempre.

L’industria dei videogiochi è un business da 138 miliardi di dollari, il che ne fa il più grande settore dell’industria multimediale. Esatto, più dei film. Naturalmente, con il passare del tempo, i videogiochi sono diventati sempre più complessi e sempre più… eloquenti. Questo è ciò che conta per noi!

Space Invaders (1978), aveva (teniamoci larghi), dieci parole scritte, due delle quali erano l’ormai celeberrimo “Game Over”. Oggi i giochi possono raggiungere un numero di parole sorprendentemente alto. La sceneggiatura di Baldur’s Gate II (2001) conta più di 1.000.000 di parole. Secondo Nimdzi, la localizzazione dei videogiochi è un mercato da 330 milioni di dollari, che dovrebbe crescere del 30% entro il 2021. Keywords international e Pole 2 Win sono due dei nomi più significativi dell’industria.

Questa è solo una breve panoramica del colosso che l’industria dei videogiochi è diventata nell’ultimo decennio.

La localizzazione dei videogiochi

 

Tutto questo è stato necessario per dire che la risposta alla domanda “vale la pena di localizzare il mio videogioco” è – nella maggior parte dei casi – un deciso “Sì”. Come probabilmente potrete immaginare, fare sì che un videogioco sia fruibile dal maggior numero possibile di persone non può essere una cosa negativa. Man mano che gli elementi localizzabili nei giochi diventavano sempre più importanti, la localizzazione è diventata rapidamente una necessità, per soddisfare la più ampia portata che il mezzo videoludico si sforza di raggiungere.

Si potrebbe pensare che ormai tutti coloro che sono interessati a giocare ai videogiochi conoscano l’inglese. Certo, molte persone giocano ai videogiochi in inglese, ma è stato dimostrato che la gente preferisce leggere, ascoltare, guardare i contenuti nella propria lingua madre, se può essere d’aiuto. Come abbiamo detto, l’Italia ha 26,2 milioni di giocatori. Perché non soddisfare nel miglior modo possibile i loro bisogni?

Appena sopra, ho detto che “nella maggior parte dei casi” vale la pena di portare il proprio gioco a un pubblico il più ampio possibile. Ci sono casi in cui un’analisi costi-benefici imporrà di non farlo, per gruppi linguistici così piccoli o meno interessati al gioco, l’inglese dovrà bastare. È infatti molto importante valutare se un mercato sarebbe ricettivo ad un videogioco localizzato, e al giorno d’oggi dati come il ROI (Return On Investment) sono presi in considerazione quando si decide di localizzare un videogioco per alcuni mercati.

Quello che è certo, però, è che nel complesso il mercato crescerà e ci saranno molte opportunità di acquisire nuovi giocatori localizzando i contenuti dei videogiochi: il futuro della localizzazione dei videogiochi sarà senz’altro interessante e redditizio.

A presto per altre curiosità e informazioni sull’industria dei videogiochi e sul vasto e meraviglioso mondo della localizzazione!

Mirco Carlini
Mirco Carlini
m.carlini@stats.dpsonline.it

Traduttore e post-editor, lettore instancabile, amante dei videogiochi, ama le passeggiate in montagna e le nuotate al mare. Gli insegnamenti dei Simpson sono la sua filosofia di vita.

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