Industria e traduzioni 4.0

Industria e traduzioni 4.0

Sistemi automatizzati per produrre e per tradurre in maniera più veloce ed efficiente, ma sempre con la supervisione dell’uomo.

 

L’industria 4.0 nasce dalla quarta rivoluzione industriale e sta portando un nuovo modello di produzione industriale, automatizzata e interconnessa. Le nuove tecnologie digitali stanno avendo un impatto profondo nell’ambito di quattro direttrici di sviluppo, favorite anche dal 5G. La prima, include utilizzo dei dati, potenza di calcolo e connettività, si declina in big data, open data,IoT e cloud computing. La seconda direttrice è quella degli analytics, per ricavare valore dai dati raccolti e creare previsioni e predizioni. La terza direttrice di sviluppo è l’interazione tra uomo e macchina, che coinvolge, tra le altre, la realtà aumentata. Infine, il settore che si occupa del passaggio dal digitale al “reale” comprende la manifattura additiva, la robotica, le comunicazioni, le interazioni machine-to-machine. Non è azzardato creare un confronto tra industria e traduzioni, o meglio tra lo sviluppo dell’industria manufatturiera e quello del settore dei servizi linguistici.

Questo settore, a cui spesso, in modo riduttivo, si fa riferimento con il termine “traduzione”, sta vivendo uno sviluppo del tutto simile all’industria 4.0

 

Lontani sono i tempi in cui le traduzioni venivano svolte da un traduttore isolato, chiuso nella stanza con i suoi dizionari, e inviate tramite email/fax. Con l’avvento della Traduzione 4.0, o “traduzione aumentata”, il mondo della traduzione commerciale è diventato più efficiente, connesso ed evoluto. Fino a comprendere l’utilizzo di tecnologie basate sul deep learning, come la traduzione automatica neurale.

La traduzione 4.0 non si limita all’automazione di alcune parti di processo. Si riferisce all’automazione di attività manuali in tutte le fasi del processo. Dalla richiesta da parte di un cliente, tramite la creazione di connettori tra i sistemi del committente e quello del fornitore di servizi, alla fase di consegna in cui la traduzione può essere pubblicata su un sito senza alcun intervento umano.

Tra l’assegnazione di un progetto di traduzione e la consegna si può automatizzare la selezione del linguista più idoneo e l’assegnazione del lavoro al traduttore e al revisore. Il flusso di lavoro prevede l’inserimento di uno step di traduzione automatica, con training e integrazione di sistemi informatici avanzati, a cui deve seguire uno step di revisione “umana”.

Cosa ci spinge alla ricerca costante di una soluzione migliore? Per riassumere al massimo, la necessità di un output qualitativo migliore e coerente, con il costo più basso possibile e nel modo più rapido possibile.

Che cosa accomuna nel dettaglio Industria 4.0 e Traduzione 4.0?

 

Innanzi tutto automazione e sostituzione del lavoro manuale. Industria 4.0 significa utilizzo di robot per la produzione, pianificazione automatizzata delle attività di macchinari collegati tra loro, sistemi di movimentazione automatici dei materiali, MaaS (Manufacturing as a Service).

La Traduzione 4.0 comporta il collegamento tra i sistemi di gestione del contenuto dei clienti (CMS, Content Management System) e i sistemi di traduzione (TMS, Translation Management System). Ma anche l’eliminazione dello scambio di file via email, posta o fax, l’introduzione della traduzione assistita e della traduzione automatica nel flusso di lavoro.

Un secondo elemento condiviso è l’eliminazione delle inefficienze. Industria 4.0 vuol dire implementazione di processi volti a migliorare l’execution, organizzazione ottimale della logistica per diminuire gli spostamenti di persone e merci, utilizzo di macchinari in grado di diminuire gli sprechi nella realizzazione di pezzo o prodotto. Nella Traduzione 4.0 si ottiene una diminuzione delle comunicazioni. Questo grazie alla gestione integrata delle traduzioni in un flusso di lavoro automatico, lo svolgimento delle traduzioni in sistemi integrati per gestire la formattazione diminuendo i tempi di impaginazione.

Il terzo punto in comune riguarda l’approvvigionamento smart. Nell’Industria 4.0 si attua attraverso l’implementazione di sistemi di acquisto intelligenti per ordinare i materiali in modo automatico in caso di carenze di stock, la gestione della catena di fornitura per selezionare il fornitore con il miglior rapporto qualità/prezzo in base agli ordini precedenti. La Traduzione 4.0 coincide con la selezione automatica del linguista più appropriato per una traduzione in base alle prestazioni passate, alla rilevanza dell’argomento, alle combinazioni linguistiche e alla disponibilità.

Infine, il controllo di qualità e la supervisione umana sono irrinunciabili tanto nell’Industria 4.0

 

Qui il controllo accurato di flussi di lavoro e prodotti (ad esempio, tramite tecnologia touch) serve a evitare costosi errori, resi, eccessive richieste al supporto. Nella Traduzione 4.0 è richiesto un attento controllo di qualità delle traduzioni, così come un controllo dell’efficacia del flusso di lavoro, la revisione delle traduzioni effettuate dai sistemi di traduzioni automatica.

Questa ricerca dell’efficienza nella produzione e nella traduzione porta dunque allo stesso risultato. Il prodotto o servizio viene sviluppato in modo più coerente, con una qualità maggiore, un time-to-market più rapido e con costi esponenzialmente inferiori. L’Industria 4.0 e la Traduzione 4.0 sono destinate a un successo duraturo. In particolar modo per l’Italia, dove l’industria manufatturiera è florida, e in un momento in cui è fondamentale affacciarsi su nuovi mercati.

Perché il successo continui è necessario perseverare nell’integrazione di nuove tecnologie e connessioni. Ma soprattutto, è necessario sviluppare competenze. Come problem solving, pensiero critico e creatività, dimenticando i timori che le macchine possano sostituire l’essere umano e diminuire i livelli occupazionali. Intensificando il dialogo con l’università, luogo in cui sviluppare le competenze digitali e le abilità tecnologiche indispensabili per affrontare questa rivoluzione, così come le prossime.

Diego Cresceri
d.cresceri@stats.dpsonline.it

Fondatore e CEO di Creative Words, non rinnega il passato ma non guarda mai indietro. Amante assoluto delle lingue è un inguaribile ottimista, e non vede l’ora di sapere cosa ci riserva il futuro.



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