Perché si dice Black Friday: schiavi, inchiostro o traffico impazzito?

Black Friday: cartellone Black Friday Sale

Perché si dice Black Friday: schiavi, inchiostro o traffico impazzito?

In questo strano e straordinario 2020 anche il Black Friday ha mutato forma. Storicamente il giorno dedicato allo shopping folle e ai prezzi pazzi è legato al Giorno del Ringraziamento: il Black Friday altro non è che il primo venerdì dopo il quarto giovedì di novembre. Da sempre – ma non quest’anno.

 

Perché si dice Black Friday? “Non vi sveleremo la verità, ma tutti gli elementi che la compongono”

I lockdown nei vari Paesi, le restrizioni anti-assembramenti per contenere il Covid hanno fatto sì che il Black Friday allungasse i tentacoli ancora di più sul web con l’e-commerce, ma soprattutto sul calendario. Trend che in realtà aveva già fatto l’esordio da qualche stagione, ma che è definitivamente esploso questo autunno: da ieri, 19 novembre, e per le prossime 4 settimane le grandi catene e i grandi magazzini di tutto il mondo hanno inaugurato il Black Friday (invece che cadere “classicamente” venerdì 27 novembre). Dunque per questo anno niente video sulle resse, e spesso risse, che ciclicamente hanno prolificato sui social network di tutto il mondo facendoci spesso esclamare un caustico “Bah”.

Ma qual è l’origine linguistica del Venerdì Nero, termine fino a pochissimi anni fa sconosciuto al di fuori degli States e dei Paesi anglosassoni? Ecco tutte le teorie che abbiamo raccolto per voi! Vi mostreremo tutte le teorie attorno al significato semantico di Black Friday, dal meno probabile e più fantasioso a quello probabilmente più plausibile e sensato.

1. Il Black Friday e la tratta degli schiavi

Black Friday: schiavi neri esposti nei luoghi pubblici

Partiamo dalla leggenda metropolitana tornata in auge nei primi degli anni 2000 in maniera dirompente. Stiamo parlando della connessione del Black Friday con la tratta degli schiavi. Nonostante il fascino e la delicata plausibilità della teoria (caratteristiche classiche delle teorie cospirazioniste), la storia che il termine Black Friday derivasse dal venerdì in cui si intensificava l’acquisto degli schiavi è improbabile.

La leggenda narra che i ricchi proprietari terrieri, il giorno dopo il Ringraziamento e in previsione di una stagione di duro lavoro nelle piantagioni, prolungassero la settimana con l’acquisto sostanzioso di schiavi neri. La storia fu inventata di sana pianta, ma la condivisione su Twitter e su Facebook anche di noti sportivi e cantanti di successo fece sì che diventasse virale. E non è raro ancora oggi imbattersi nella Fake News in questo periodo dell’anno.

 

2. Il Black Friday e Macy’s

La storia più sobria (e forse più boring) riguarda il famoso grande magazzino Macy’s che, per dare il via agli acquisti natalizi appena dopo il Giorno del Ringraziamento, propose sconti mastodontici e senza precedenti su tutti i prodotti, richiamando grandi masse di persone nei propri negozi.

Altri grandi catene negli anni imitarono Macy’s, principalmente per non farsi prendere dalla sprovvista dalla concorrenza. Questo momento divenne presto una sorta di “regola” informale tra i commercianti, che poco ha che fare con l’evento in sé del Black Friday che cominciò la sua ascesa almeno 30 anni dopo.

3. Il Black Friday e l’inchiostro nero

Una delle teorie più quotate e romantiche è quella dell’inchiostro nero. I contabili, dopo mesi e mesi di annotazioni con la penna rossa dei propri libri contabili a significare le perdite, durante il primo venerdì dopo il Thanksgiving tornavano a scrivere, finalmente, con l’inchiostro nero.

Quel giorno di novembre dunque cominciò a rappresentare il profitto e il guadagno, il deus ex machina capace di riportare in pareggio i conti, passando dal rosso al nero appunto. Si narra che questa storia fu fomentata dai media e dai negozi stessi per snellire la negatività del temine che ormai aveva preso piede.

 

4. Il Black Friday e il traffico impazzito

La versione “poliziesca” ha a che fare con il traffico e la semantica, e rimane ad oggi la versione più attendibile e probabilmente la più verosimile. Partendo dalla semantica, è nota la tendenza degli americani di associare al termine “Black” a eventi negativi soprattutto sul piano finanziario e politico. Questo accadde già con alcuni scandali economico-finanziari di fine ottocento e con il drammatico crollo della borsa del 1929: il “Black Tuesday”, che diede inizio alla grave crisi economica degli Stati Uniti d’America con conseguenze anche in Europa.

Dunque, quando tra la fine anni degli anni ’50 e l’inizio dei ’60 la polizia di Filadelfia cominciò a descrivere gli ingorghi, il caos e i deliri delle automobili e delle persone accalcate nelle strade per recarsi nei grandi magazzini, il collegamento cognitivo fu rapido e naturale: “Today’s a Black Friday!”. Il Black Friday significava per i poliziotti turni da 12 ore davvero intensi, con problemi ad ogni angolo della città. Insomma, nulla di positivo o piacevole.

 

5. Il Black Friday e i grandi magazzini

Una ulteriore teoria, un po’ più confusa ma comunque rispettabile (e probabilmente la prima ad essere nata) è quella relativa agli operai e ai lavoratori statunitensi che nel 1951 e 1952 si misero in malattia il venerdì dopo il Ringraziamento proprio per non perdersi l’evento dell’anno nei grandi magazzini.

Non sono certe le ragioni per cui i giornali avrebbero dovuto definire questo momento come un “Black Friday”. Noi di Creative Words pensiamo che sia simile al caso precedente: molte aziende e fabbriche subivano perdite del personale, un vero e proprio “buco”, e affrontavano dunque problematiche economiche non indifferenti; un classico “Black Friday”, insomma.

Fonti: Focus,Wired,La Repubblica,New York Times,The Guardian,Il Post,Wikipedia

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