Localizzazione software: un servizio adatto a qualsiasi mercato

localizzazione software: un servizio adatto a qualsiasi mercato

Localizzazione software: un servizio adatto a qualsiasi mercato


Che cos’è la localizzazione software e perché potrebbe fare al caso tuo?

Abbiamo già parlato in articoli precedenti di che cosa si intenda quando si fa riferimento al termine localizzazione. Rinfrescandoci un po’ la memoria, potremmo dire che la localizzazione consiste nel processo di adattamento di un prodotto (in questo caso specifico di un software), per un mercato target diverso da quello originale.

Intuitivo, quindi: localizzazione uguale avvicinamento ad una realtà locale, differente rispetto a quella di partenza. Ecco, in teoria può sembrare semplice ma, considerando tutto il processo che vi sta dietro, non lo è esattamente in pratica. La localizzazione presuppone, infatti, tutta una serie di elementi e conseguenti passaggi, che devono essere affidati alle mani (e menti) di professionisti. Soltanto così, infatti, è possibile raggiungere il risultato auspicato: far sì che tutti gli utenti, in qualsiasi parte del mondo si trovino, percepiscano il prodotto o servizio come fatto su misura per loro. Questa immedesimazione si tradurrà inevitabilmente in successo e credibilità per l’azienda, il tutto su scala internazionale e/o globale.

 

Localizzazione software come mosaico di dettagli

Se ci immaginassimo la localizzazione software come una sorta di mosaico, complesso da comporre ma dall’effetto finale strabiliante, la traduzione andrebbe a spiccare, con ogni probabilità, come il brillante tassello centrale. Ricordiamoci, infatti, che la traduzione non coincide con la localizzazione, ma rappresenta piuttosto una parte di questa attività estesa e articolata. 

software mosaicoIn ogni caso, sarebbe una mossa piuttosto rischiosa e incosciente pensare di affacciarsi su un mercato estero senza considerare quella che è la cultura di arrivo: e che cosa, se non la lingua, si pone come vessillo di identità, chiave di accesso per aprire porte su terre e popoli?

Per questo, nel momento in cui si decide di intraprendere la strada della localizzazione software, è essenziale riconoscere la parte fondamentale giocata dalla traduzione. L’attenzione, però, non può non soffermarsi anche sugli altri tasselli “periferici”, minori e altrettanto importanti al tempo stesso. Si tratta di fattori che, da consumatori abituati e distratti, ci possiamo permettere di dare per scontati.

Lo stesso “lusso” non è concesso, però, a chi sta dietro le quinte di questo palcoscenico. Non è il caso, infatti, a permettere di utilizzare uno stesso software in qualsiasi punto del mondo ci si trovi e, soprattutto, a permettere che ciò avvenga con un’esperienza fluida, armoniosa e senza intoppi. Non è il caso, insomma, ma “solo” la competenza di esperti, che si occupano di adattare il software proprio a quei tasselli “minori”, a cui abbiamo accennato. 

Che poi, minori forse non è il termine esatto, dato che parliamo di elementi come: 

  • diversi formati di data e ora;
  • alfabeti in caratteri non latini, magari scritti da destra verso sinistra o dall’alto verso il basso
  • unità di misura;
  • diversi cambi valuta e metodi di pagamento; 
  • copyright e norme locali;
  • grafiche e contenuti da studiare appositamente, in modo che riescano ad essere pratici e generare una buona risposta in ogni paese.

 

Non ci avevate mai pensato? Ecco, dietro un’interfaccia utente (UI) fruibile e funzionale ovunque e in ogni lingua, c’è l’attenzione certosina a tutti questi dettagli. Lo stesso scenario, del resto, si presenta anche per la localizzazione di siti web, che rappresenta uno strumento altrettanto utile per una strategia di internazionalizzazione. 

La fase che riguarda la predisposizione di un software in grado di soddisfare tutti i requisiti citati e di adattarsi, quindi, ad un mercato e pubblico esteri, è l’internazionalizzazione. In buona sostanza, si tratta dell’attività che precede e rende possibile la localizzazione che, invece, è l’adattamento in concreto del software e di tutta la sua documentazione nella lingua straniera. 

software confini

Questo è il momento in cui entrano nel vivo della scena gli abili e camaleontici traduttori. Come sempre, si ritrovano con l’arduo compito di ottenere un lavoro finito che dia l’impressione non di essere stato tradotto, ma di essere stato concepito proprio nella lingua in questione. Perché questo avvenga è indispensabile non solo una forte e ricca preparazione da parte dei traduttori stessi, ma anche un’impostazione del lavoro chiara e ben strutturata, così da fornire il giusto contesto perché la traduzione delle varie stringhe risulti coerente e appropriata.

Non è, dunque, difficile comprendere quanto sia indispensabile una sinergia tra il cliente e il team di traduttori. È per questo motivo che, almeno su un piano ideale, la progettazione e lo sviluppo dovrebbero andare di pari passo con la localizzazione software e non precederla: un modus operandi del genere garantisce una collaborazione ancora più immediata ed efficace e, di riflesso, anche una maggiore rapidità. 

 

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Arrivando, poi, a quella che è la fase finale, ci troveremo davanti ad un controllo “qualità” condotto sui tre fronti salienti: linguistico, funzionale e dell’interfaccia grafica. Appurato che tutto sia stato svolto alla perfezione, il gioco, o meglio il software localizzato, è fatto. 

 

Conclusioni

La localizzazione software permette di far oltrepassare al vostro prodotto barriere non solo geografiche, ma anche, e soprattutto linguistiche e culturali. 

Lo slancio verso mercati internazionali presuppone un fattore chiave, ovvero la profonda presa di coscienza di tutte le differenze, anche le più sottili, che ci sono fra culture diverse: una ricchezza di sfumature da rispettare e celebrare nel panorama globale. Proprio questa, infatti, potrebbe essere la famosa chiave per il successo: sapersi mettere nelle “scarpe altrui” e, da lì, partire.


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foto lara panicucci

 

Lara Panicucci (Intern del team Marketing di Creative Words)

Aspirante traduttrice e, possibilmente libraia, sogna una vita tra pagine e parole. Qualcuno la descriverebbe, o forse l’ha già fatto, come “una sera autunnale” (vedi “Dottor Živago”). A tempo perso, campionessa mondiale di tuffo del biscotto nel tè bollente.


Lara Panicucci
lara.panicucci6@gmail.com


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